Accudire un neonato nel migliore dei modi: e questo l’obiettivo che ogni nuovo genitore si impone  ma spesso, quando si è alle prime armi, sì commettono errori grossolani (mettere il pannolino al contrario) o ci si sente impacciati soltanto a sollevarlo dalla  culla o ci si dimentica delle cose più ovvie (lavargli le ascelle).

Niente fretta,  non dovete pretendere la perfezione per accudire un neonato  ai primi tentativi.  qualche consiglio, però, può aiutarmi a far meglio, il resto verrà con l’esperienza.

Prima di proseguire con l’articolo, desidero postarvi questo video molto interessante di Quimamme che vi spiega passo passo come fare il bagnetto al neonato:

Il Bagnetto

La completa cicatrizzazione dell’ombelico,  in genere dopo una settimana dalla caduta del moncone ombelicale, Da via libera al  bagnetto.  Anche se non c’è un momento ideale per fargli il bagno, l’esperienza consiglia di compiere questo rito prima del penultimo pasto della giornata, vale a dire verso le 8:00 di sera:

l’effetto rilassante  può essere sfruttato per il riposo notturno e inoltre voi potrete contare sull’aiuto del suo papà.

  • E’ importante che abbiate tutto a portata di mano: una spugna o un guanto morbido, un asciugamano caldo per avvolgerlo. E  il sapone?  è importante scegliere un sapone neutro, poco aggressivo: fino a tre mesi, infatti, la pelle del bambino è molto sottile e il suo strato superficiale non ha ancora un’efficace barriera protettiva. 

    D’altro canto,  il piccolo non ha molte occasioni per sporcarsi e  pipì, feci e sudore possono benissimo venir rimossi con una passata d’acqua e sapone.

  • Controllare la temperatura dell’acqua:  all’inizio può essere utile un termometro per capire se è intorno hai 37-38 gradi regolamentari.  poi, riuscirete a capirlo semplicemente immergendo il gomito nell’acqua.  Comunque vi regoliate  non fate mai scorrere l’acqua quando il bambino è già nella vasca:

    potreste rischiare di  scottarlo ,  se l’acqua è troppo calda o raffreddarlo con un getto gelato.  Anche la stanza deve essere ben riscaldata (22 gradi  circa)  e non avere correnti d’aria.

  • Immergete il piccolo gradualmente, parlando gli con tono rassicurante: ricordati che il bimbo si sente insicuro impaurito quando è nudo perciò tenerlo saldamente.  appoggiando il dorso e la testa sul vostro al braccio sinistro e sostenendo gli la spalla e il braccio con la mano:  

    avrete così la mano destra libera per lavarmi il viso,  collo, torace, genitali e gambe.  girate quindi il piccolo, appoggiandolo sul vostro braccio e pulite schiena e sederino.   

    Uno o due volte alla settimana lavategli  i capelli.  Dopo il bagno, avvolgetelo nella asciugamano tamponandolo delicatamente per asciugarlo: aspettate qualche secondo prima di scoprirlo di nuovo, controllate che sia ben asciutto e rivestitelo.

Il Cambio

E’un’operazione che vi vedrà impegnate più volte al giorno: prima o dopo ogni poppata e ogni volta che il bimbo si è scaricato. Non è il caso, però, di svegliare il piccolo per cambiarlo non è indispensabile farlo in occasione delle poppate notturne se non è necessario.

Potete tranquillamente utilizzare i pannolini usa e getta sin dall’inizio:

oggi sono prodotti con speciali sostanze (presine poliacrilate) a contatto con l’urina si trasformano in un gel che la cattura e la dissolve. Non solo hanno un maggiore potere assorbente ma, a differenza di quelli di vecchia generazione, in cellulosa, creano meno le condizioni di caldo umido responsabili degli arrossamenti al sederino.

  • Prima di ogni cambio, assicuratevi di avere tutto il necessario ( pannolino pulito, sapone, acqua calda e manopola di spugna gli appositi fazzolettini detergenti, pasta protettiva, tutina di ricambio nel caso l’altra si fosse sporcata) a portata di mano: durante l’operazione, infatti, non dovreste mai lasciare il piccolo neppure per un attimo.

 

  • Lavatevi le mani,  quindi sistemato il bimbo sul fasciatoio, svestitelo  e lasciate il pannolino sporco,  ma non toglietelo ancora.

    Prima controllate la situazione: se vi sono feci,  usate lo stesso pannolino per rimuovere il grosso;  tenete il pisellino coperto ai maschietti,  per evitare improvvise docce,  quindi ripiegate il pannolino sotto il sederino e pulite la parte anteriore dei genitali, passando bene la spugna ho i fazzolettini detergenti lungo le pieghe inguinali.  

    Sollevate poi entrambe le gambine e pulite la parte posteriore del sederino,  facendo infine scivolare via il pannolino e sostituendolo con quello nuovo.

  • Se avete utilizzato l’acqua,  asciugate accuratamente genitali e sederino,   quindi applicate un velo di pasta protettiva per evitare gli arrossamenti dovuti al contatto con feci e urine.

Come Vestirlo

Chissà quante volte l’avete visto fare ad amiche e parenti e la loro abilità non mi lasciava dubbi:  vestire un neonato è davvero facile.  Ma quando siete,  le prime volte alle prese col vostro bambino,  le gambine ostinatamente piegate,  le braccia  immobili,  la testa inesorabilmente più grossa dei varchi che deve superare,  le cose sembrano complicarsi terribilmente.  

Scoprirete, inoltre, che il piccolo ha un’innata avversione per la nudità, che si infastidisce ad essere “manipolato”  e che sembra far di tutto per non collaborare.  Vi sono però dei trucchi che possono facilitarvi il compito.

  • Prima di tutto scegliere indumenti semplici da mettere,  con allacciature ridotte al minimo è che consentano il di cambiare il pannolino senza dover spogliare il bambino completamente.  Le maniche non dovrebbero essere troppo aderenti (ottime le classiche a reglan)  e l’apertura per la testa sufficientemente larga. 

    Oggi, la maggior parte delle tutine e dei camicini rispettano questi requisiti,  quindi non vi sarà difficile acquistare indumenti giusti.

  • Cambiate il pannolino solo quando è necessario,facendo largo uso di bavaglini per prevenire rigurgiti e macchie.

 

  • Quando vestite il bambino appoggiatelo ad una superficie piana (il fasciatoio andrà benissimo)  e tenete qualche giochino vicino per distrarlo se si agita o piange.

 

  • Considerate questo momento come un rito per socializzare col vostro bambino e non come un’operazione da spiegare il più in fretta possibile.  Questo servirà a rassicurarlo,  a togliergli disagio  e renderlo più collaborante.

 

  • Testa e braccia sono le parti più difficoltose:  allargate l’apertura del collo con le mani prima di farvi passare la testa,  quindi infilate l’indumento,  mantenendolo bene allargato per non inceppare nelle orecchie ho nel nasino.

    Arrotolate le maniche anziché far passare le braccia per tutta la lunghezza:  infilate la vostra mano dal polso,  prendete la sua manina, e con l’altra mano tirate la manica.

La passeggiata

Spesso le mamme si interrogano su quando incominciare a uscire col proprio bambino.  Meglio aspettare una settimana o dieci giorni?  Al mattino o al pomeriggio?  In realtà,  il bambino la sua prima uscita l’ha già fatta quando lo avete portato a casa dalla maternità.

E se era in grado di lasciare l’ospedale (magari col brutto tempo) può tranquillamente affrontare una passeggiata  quotidiana  nel parco o per far visita alla nonna.  

Semmai,  chi può non sentirsi di uscire siete proprio voi, ancora affaticate dal parto e desiderose di riposo. Quindi, non appena siete in forze e ne avete voglia,  uscite col vostro bambino.  La passeggiata,  per far bene ad entrambi,  non deve essere un obbligo ne deve rispettare orari precisi.  

Molto varia dai vostri impegni,  dal clima (anche atmosferico)  del momento.  Una sola raccomandazione:  se vivete in città, evitate le strade super affollate e piene di traffico.

Questo può significare dover scegliere viuzze secondarie e fare giri un po’ tortuosi,  ma se vi conducono in un giardinetto o in un viale alberato lontano dai gas di scarico,  vale la pena allungare il percorso.

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