“Avrò latte a sufficienza?” Quante volte, durante gli ultimi mesi di gravidanza, vi siete poste questa domanda. Un interrogativo che conferma quanto sia diffuso ormai tra le mamme il desiderio di allattare al seno il loro bambino, convinte degli innumerevoli vantaggi che questa decisione avrà sul benessere del loro piccolo.

Prima di proseguire con l’articolo, desidero postarvi brevemente un video molto interessante di Quimamme che vi spiega come si allatta al seno:

Certo, l’avverarsi di tale desiderio dipende da come andrà il parto e se, appunto, ci sarà latte a sufficienza per allattare al seno.

Ma una cosa resta fondamentale: voler provare questa esperienza è il primo passo per vincere le piccole difficoltà che si possono presentare all’inizio.

Allattare al seno scandagliando le emozioni

In ospedale, i primi contatti con il piccolo possono avervi un po’ deluso. Il seno non è ancora gonfio di latte (la montata lattea si fa attendere sempre qualche giorno) e il bimbo può avervi “maltrattato” un po’ i capezzoli togliendovi il piacere delle prime poppate.

Anche se allattare al seno è un atto del tutto naturale, questi tentativi iniziali possono non corrispondere all’idea che vi eravate fatta.

E’ normale: sia per voi sia per il vostro bambino è un’esperienza totalmente nuova che, per avviarsi serenamente, ha bisogno di un periodo di “rodaggio”.

Dentro di voi avvertirete presto il piacere di riprendere quel dialogo intimo e, accettando questa nuova “pienezza” che scaturisce dai vostri seni turgidi, supererete facilmente il primo impatto e allattare al seno diventerà presto un momento appagante e gioioso per entrambe.

Quali cambiamenti vi aspettano allattando al seno?

Dopo il parto si prova un’improvvisa stanchezza e, al tempo stesso, una grande eccitazione. Non sempre è facile prendere sonno , recuperare energia. Non temete: queste sensazioni non pregiudicheranno i vostri primi incontri con il neonato.

Anche il bambino, d’altra parte, può essere vispo e pronto ad attaccarsi subito al seno oppure un po’ impigrito e sonnolento. 

Non abbiate fretta: la natura ha fatto in modo che queste prime poppate durino poco (appena 5 minuti) ma siano preziosissime per entrambi. Il bambino, infatti, non ha bisogno di succhiare a lungo perché riceve il colostro, il “primo latte”, densissimo di sostanze nutritive e antinfettive.

Si può permettere perciò di imparare a succhiare e voi di abituarvi a lui.

Tornando a casa, mantenete questa calma, anche se adesso vi sentite “senza rete” . Non preoccupatevi se, per una poppata, il piccolo non succhia a dovere. Lo farà alla successiva.Non costringetelo ad orari fissi: l’allattamento a richiesta è il modo migliore per aumentare la produzione di latte.

Difronte alle inevitabili difficoltà non dimenticate che l’allattamento al seno, una volta avviato, oltre ad assicurare il miglior nutrimento al vostro bambino permette a voi una maggior libertà d’azione (il latte è sempre disponibile in qualunque frangente).

Come affrontare i problemi allattando al seno

Le prime settimane di allattamento al seno dovete considerarle, come già detto, un vero e proprio periodo di rodaggio. Vi sono giorni in cui il latte abbonda ed altri in cui invece scarseggia; giorni in cui il vostro bambino succhia tranquillo ed altri in cui piange disperato; giorni in cui vi sentite cariche di energia, ed altri in cui avvertirete maggiormente la stanchezza e la melanconia.

Ci vuole pazienza. In genere questa fase di adattamento è breve.

Lo confermano proprio le mamme che hanno già vissuto questa esperienza: all’inizio sembra di non potercela fare fra poppate notturne, cambi, pesate, ma poi tutto, come per incanto, si regolarizza e diventa normale. Se il corso preparto che avete frequentato prevede dei corsi anche nel puerperio, cercate di non disertarli.

Potrete confrontarvi con altre mamme, parlare dei vostri dubbi, ridimensionare difficoltà e timori. 

In queste prime settimane, comunque, è importante imparare a conoscere quali sono gli inconvenienti più frequenti, per poterli affrontare sul nascere ed evitare così complicazioni più serie. Vediamoli uno per uno.

  • Capezzoli dolenti: 

    Anche se durante la gravidanza li avete preparati all’allattamento con massaggi e creme, adesso che il piccolo li stimola con la sua voracità, i capezzoli possono dolere. E’ normale: la suzione provoca dei movimenti di trazione e stiramento e i capezzoli ne risentono.  In genere, dopo le prime dieci-dodici poppate il dolore scompare .Per evitare che i capezzoli si infiammino :

     

    • prevedete poppate brevi (al massimo 10 minuti), alternando sempre le mammelle;

    • fate attenzione che il piccolo so attacchi bene, prendendo in bocca non solo il capezzolo ma anche l’areola.

    • Seguite scrupolosamente una accurata igene e se compaiaono piccole abrasioni, lasciate il seno scoperto dopo la poppata.

  • Le ragadi

    Sono delle fissurazioni, cioè piccole ferite che segnano a raggiera le superficie dei capezzoli, dovute a una suzione scorretta. Per la mamma la poppata è molto dolorosa e, se le lesioni sono profonde, oltre a sanguinare, possono rappresentare una facile via d’ingresso per i germi, con il rischio di infezioni al seno.

  • La prevenzione:

    Oltre a far succhiare il bimbo nel modo corretto, è importante fare in modo che la pelle del capezzolo non maceri. E’ bene perciò, evitare lavaggi troppo frequenti con saponi o soluzioni detergenti a base di alcool; mantenere il più possibile i seni scoperti e non usare reggiseni troppo stretti, in fibre sintetiche.

  • La cura: 

    Le ragadi guariscono in pochi giorni applicando pomate cicatrizzanti consigliate dal medico. A volte è indispensabile lasciare a riposo il capezzolo per almeno 6-12 ore, svuotando manualmente la mammella e allattando il piccolo solo dall’altro seno.

  • L’ingorgo:

    Il seno è duro, dolente; l’areola è gonfia, tesa; il bimbo non riesce ad afferrare bene il seno ed a svuotarlo completamente: l’afflusso eccessivo di latte blocca la secrezione e ingorga le mammelle.

  • La prevenzione:

    Poppate frequenti, regolari, sin dai primi giorni, svuotando poi completamente il seno. Come? Basta premere col palmo della mano partendo dalla mano, scendendo fino al bordo dell’areola.

  • La cura:

    La prima cosa da fare è eliminare il latte in eccesso: per favorire lo svuotamento del seno, oltre alla “spremitura” manuale, docce e impacchi caldi.

         

Dieta quando si allatta: 

 

 

 

 

 

Commenti

commenti

Facebook