Cari amici, oggi parliamo del Bob sulla neve e di un film ad esso correlato, molto carino con una morale profonda e stimolante: Cool running, quattro sotto zero.

Andiamo per ordine. Il bob sulla neve è uno sport invernale davvero veloce. Si gareggia a cronometro, sfidando l’accelerazione di gravità, solcando piste scoscese e ghiacciate.

Il nome deriva dal termine inglese “To bob”, fare una riverenza o un inchino traducendo così il movimento piegato in avanti della testa dei primi atleti che iniziarono a praticare tale disciplina.

Prima di proseguire, desidero postare questo articolo della FISI Official Channel dove ci vengono spiegati i segreti del Bob a 4:

Sorto alla fine del XIX secolo, fu introdotto nei giochi olimpici invernali fin dal 1924. Furono gli svizzeri a partorire il bob sulla neve quando al primitivo slittino aggiunsero un sistema di sterzo che ne permettesse il controllo direzionale.

La Coppa del Mondo è la manifestazione più impegnativa perché vede gli equipaggi impegnati per tutta la stagione.

Esiste il bob sulla neve a due, maschile e femminile, ed il bob neve a 4, solo maschile. È considerato uno sport abbastanza pericoloso, per atleti coraggiosi; si pensi al fatto che un bob a 4 può raggiungere una velocità di 160 Km orari e che gli incidenti sono possibili, spettacolari e drammatici.

Dopo la spinta iniziale, la quale avviene in cima alla collina di partenza, gli atleti velocemente salgono sul bob e poi sta al pilota gestire le traiettorie da prendere

affinché il percorso sia coperto nel minor tempo possibile.

Generalmente le piste sono lunghe tra i 1200m e i 1500m con almeno 15 curve ed un omega (cerchio completo o quasi completo). L’angolo di pendenza varia tra l’8% ed il 15%. Ci sono curve ripide e pericolose ed alcuni tratti di rettilineo;

in quest’ultimi l’equipaggio del bob sulla neve deve preoccuparsi di non toccare troppo le pareti della pista al fine di evitare la perdita di velocità.

L’equipaggio è protetto da caschi e da una tuta speciale che impedisce le abrasioni a contatto con il ghiaccio. Il bob è in fibra di vetro ed ha una forma aerodinamica.

Nel corso degli anni, l’atletica leggera ha fornito cortesemente, molti suoi atleti a questo sport invernale, in quanto occorre una forza esplosiva per far muovere il bob sulla neve.

Visto che la partenza è determinante ai fini del tempo impiegato a tracciare tutta la pista, coloro i quali provengono dall’ atletica leggera hanno alle spalle duri allenamenti sullo sprint ed una proverbiale potenza muscolare sulle gambe e sulle spalle!

Dopo la spinta iniziale, il pilota è il primo atleta ad entrare nel bob;

seguono poi i due interni e per ultimo, il frenatore, il quale ha l’obbligo di salire entro 50m. Egli ha, anche, il compito di gestire la velocità del mezzo. Se dovesse succedere che un atleta non riesca a salire sul bob, l’equipaggio sarà squalificato.

Sembrerebbe che il costo approssimativo di un bob professionale si aggiri intorno ai 30.000 dollari!

Ovviamente, le nazioni che eccellono sono quelle circondate da alte montagne permeate da fitte colate di neve. La Svizzera guida la classifica olimpica con 31 medaglie conquistate.

Complessivamente, gli U.S.A. sono il paese che più tallona da vicino gli elvetici con 22 medaglie, ma si piazzano al terzo posto nel medagliere generale,

in quanto la Germania ha conquistato, fino ad ora, 7 medaglie d’oro a fronte delle 6 americane.  

Nel 1988 però, per le olimpiadi invernali di Calgary in Canada, furono ammesse squadre provenienti da paesi tipicamente caldi come il Messico, l’Australia e la Giamaica! Proprio la Giamaica è la protagonista del film prodotto dalla Walt Disney nel 1993 dal titolo: Cool Running quattro sotto zero

Jon Turteltaub (Il mistero dei Templari, il mistero delle pagine perdute, l’apprendista stregone etc.…) è il regista di questa commedia/sportiva.

Tra gli attori, spicca il compianto John Candy; attore canadese nato nel 1950 e morto nel sonno il 4 marzo del 1994 in Messico durante le riprese del film “Wagons east!” di Peter Markle il quale dedicherà la pellicola alla sua dolce memoria.

Ispirato alla vera storia della nazionale giamaicana di bob che partecipò alle olimpiadi invernali di Calgary.

Derice Bannock, interpretato da Leon Robinson, si allena per affrontare al meglio i 100m piani: in gioco c’è la qualificazione alle olimpiadi estive! Nel cuore dell’isola caraibica, Derice si tiene pronto per l’importante evento, con fare sicuro e determinato.

Il giorno della gara che qualificherà i primi 4 atleti alla kermesse olimpica, Derice incontrerà sulla sua strada, o meglio sulla sua corsia il maldestro Junior Bevil il quale inciampando,

fa rovinosamente cadere a terra anche il nostro Speedy Gonzales giamaicano.  Come se non bastasse, nello scontro Junior mette k.o. anche il corridore alla sua destra Yul Brenner. I tre sotto gli occhi di un caldo ed entusiasta pubblico, vedono svanire il loro sogno, incenerito dagli atleti che prenderanno il loro posto nelle gare sotto la bandiera a 5 cerchi.

Devastato, Derice troverà il modo di continuare a sognare le olimpiadi e lo farà attraverso Irving Blitzer (John Candy), un ex bobbista americano, al quale chiederà di formare il primo equipaggio di bob a 4 giamaicano

al fine così di riappropriarsi di una chance!

Sarà aiutato, nell’ardua impresa di convincere Blitzer, dall’amico fraterno Sanka Coffe, campione locale di go-kart a spinta. Irving, che nel frattempo è un allibratore operante nell’isola, dapprima rimane titubante, poi infastidito di fronte alle insistenze dei due impavidi eroi, ma alla fine accetterà!

I tre indicono così delle selezioni per poter arruolare gli altri due compagni di squadra.

Le scelte, forzate, ricadranno proprio su Junior e Yul. Ecco così composto l’equipaggio! Divertenti gli allenamenti in terra caraibica con le prove di resistenza al freddo e quelle in vasca da bagno. Irving sarà prima il loro coach, poi loro amico dimostrandolo nel momento del bisogno.

I 4 ragazzi, tra il disprezzo, lo scetticismo e la derisione generale, riusciranno a qualificarsi per Calgary. Anche qui, esilarante è l’approccio con il freddo ed il gelo canadese.

L’avventura partirà male, ma solo quando si ricorderanno da dove provengono, solo quando entreranno di nuovo in contatto con le loro radici, capovolgeranno le sorti del destino  conquistando l’affetto e la simpatia del mondo intero. Ma, la cattiva sorte è sempre dietro l’angolo!

Moralmente saranno i vincitori della gara dopo aver dimostrato dignità, passione, determinazione ed orgoglio.

Oltre alla Giamaica, altri paesi “caldi” hanno partecipato alle gare di bob: Isole Vergini (USA), Samoa americane, Trinidad e Tobago, Porto Rico e così via. Il film risalta la contraddizione fra il caldo della Giamaica ed il freddo del Canada.

Come a voler sottolineare i poli opposti che s’incontrano nella vita di tutti i giorni:

entusiasmo e scetticismo, rispetto e disprezzo latori di condivisione, da un lato ed emarginazione dall’altro. I 4 ragazzi incarnano il sogno di partecipare alle olimpiadi, al di là dei luoghi comuni sfidando la sorte ed il peso dei pregiudizi come dei veri campioni;

come gli uomini e le donne che oltrepassano il muro, vincendo il duello non appena se lo lasciano alle spalle! 

Ragazzi, genitori tutti, se la Giamaica ha partecipato a dei giochi invernali, anche noi possiamo realizzare cose straordinarie! Magari, facendo i seri per gioco! 🙂

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