Buongiorno famiglie. Buongiorno ragazzi. Dopo il precedente articolo dedicato al Bob sulla neve,  è arrivato il momento di parlare del gioco del calcio. Lo facciamo attraverso l’anime televisivo genere spokon tratto dal manga giapponese di Yoichi Takahashi “Capitan Tsubasa”, vale a dire Holly e Benji.

Arrivato in Italia nel 1986, la prima serie di Holly e Benji per il gioco del calcio è costituita da 128 episodi.

A seguire poi, fu trasmessa la seconda serie, “Che campioni Holly e Benji” di 47 episodi, nel 1999. Infine, nel 2004/2005 fu trasmessa la terza serie, chiamata “Holly e Benji forever” di 52 episodi.

Da sottolineare che ci sono molte differenze fra il manga e l’anime; personalmente non ho mai letto il manga ma leggendo commenti, sembrerebbe essere più esaustivo.

Oliver Hutton (Holly), un bambino di 12 anni, insegue il sogno di vincere i Mondiali di calcio dedicandosi a questo sport con tutto l’entusiasmo, la determinazione ed il sacrificio possibile.

Tecnica sopraffina, Holly realizzerà gol impressionanti, come quelli che inventava il grande Diego Armando Maradona!

Il pibe de oro, classe 1960, nasce a Lanus (a sud di Buenos Aires, Argentina). Ha indossato le maglie dell’Argentinos juniors, del Boca juniors, del Barcellona, del Napoli, del Siviglia, dei Newell’s Old Boys e, a fine carriera, di nuovo quella del Boca juniors.

Dati statistici alla mano, ha segnato 312 reti con le squadre di club, 34 con la nazionale maggiore e 14 con la under 20.

Prima di continuare, desidero proporvi la sigla di questo fantastico cartone dedicato la gioco del calcio di Brizio Giampaolo:

Il palmares è variegato:  

  • 1 campionato metropolitano argentino con il Boca juniors
  • 1 coppa della Liga con il Barcellona
  • 1 coppa di Spagna con il Barcellona
  • 1 supercoppa di Spagna con il Barcellona
  • 2 campionati italiani di serie A con il Napoli
  • 1 coppa Italia con il Napoli
  • 1 supercoppa italiana con il Napoli
  • 1 coppa Uefa con il Napoli
  • 1 Mondiale under 20 con l’Argentina
  • 1 Mondiale con l’Argentina

A seguire poi, numerosi titoli di capocannoniere, palloni d’oro e trofei vinti come miglior giocatore di tornei o campionati.

Dal canto suo, Holly si aggiudica:

  • 3 campionati regionali
  • 3 campionati nazionali
  • 1 mondiale under 16 (torneo di Parigi).

Ironia della sorte, entrambe i campioni hanno indossato la maglia del Barcellona; Holly passando per quella della selezione B (nel cartone animato il Barça è chiamato Catalunya).

Sia nella realtà, sia nel cartone animato, le due nazionali, quella giapponese e quella argentina, si sono scontrate durante la fase finale di un Mondiale. Proviamo ad immaginare i due numeri 10 a confronto davanti un palcoscenico globale.

Nel 1998, in Francia, Argentina e Giappone giocarono la partita d’apertura del girone H conclusasi 1-0 per i sudamericani con il gol realizzato da Gabriel Batistuta.

Nella terza serie dell’anime invece, l’Argentina di Juan Diaz viene sconfitta per 4-3 dagli asiatici con i gol di Julian Ross, dei gemelli Derrick e di Mark Lenders autore di una doppietta. Compagni di squadra in nazionale ma antichi rivali nelle squadre di club:

Lenders della Muppet prima e della Toho poi; Julian Ross della Mambo F.C.; i gemelli Derrick della Hot Dog e Philip Callaghan della Flynet.

Per Maradona forse, è stato il contrario quando giocava con Careca; compagni di squadra nel club di appartenenza (Napoli) e rivali in nazionale dato che quest’ultimo fu un grande attaccante brasiliano! Lenders della Muppet prima e della Toho poi; Julian Ross della Mambo F.C.; i gemelli Derrick della Hot Dog e Philip Callaghan della Flynet.

Giocate spettacolari, tiri improbabili, campi interminabili a forma di vallate e ricordi infiniti rivissuti correndo con il pallone ai piedi colorano di tinte brillanti la trama della serie TV.

Tiri come il tiger shot, il drive shot, il miracle shot o la catapulta infernale, arricchivano di eclettismo le tattiche di gioco del calcio. Pur spingendo la fantasia a toccare le più remote fibre emotive, i personaggi sono tratteggiati con sfumature umane;

c’è l’arrogante, il presuntuoso, l’indeciso, quello sicuro di sé ma buono di carattere, lo sportivo e colui il quale per arrivare all’obiettivo si trasformerebbe in un Panzer VI Tiger I.

Anche la suspense era portata a dei limiti incredibili: a volte, per vedere l’effetto di un tiro in porta bisognava aspettare la puntata seguente. L’amicizia tra Holly ed il portierone Benji, è uno dei punti cardine della trama.

Nata da una sfida, la loro intesa resterà salda nel corso degli anni che li condurranno a giocare in paesi diversi.

Anche Benji, in fatto di rivalità ha avuto la sua soddisfacente dose: da Ed Warner della Toho a Teo Sellers della Norfolk, da Deuter Muller della Germania al nostrano Gino Buffetti. Alla fine della terza serie, Hutton giocherà in Spagna, dopo essere passato per il Brasile, mentre il numero uno volerà in Germania a difendere la porta dell’Amburgo.

Dunque notiamo un’altra analogia tra il nostro Holly ed il grande Maradona:

entrambe hanno calcato i campi da gioco dell’America latina anche se, il pibe de oro, lo ha fatto nella sua terra natia, con il Boca juniors, mentre Hutton lo ha fatto con i brasiliani del Sào Paulo (Brancos).

La crescita dei ragazzi dell’anime, li porterà ad affrontare sfide sempre più ardue

ed è affascinante osservare anche i percorsi dei loro compagni/rivali i quali, ineluttabilmente, forgeranno gli altrui caratteri divenendo imprescindibili fino al tal punto di cercarsi anche quando giocheranno campionati lontani;

Lenders infatti acquistato dall’italiana Piemonte, si precipiterà per assistere alla prima partita di Holly con la casacca del Catalunya B.

La rivalità sportiva segue una direzione nobile raggiungendo una metamorfosi cristallina divenendo puro rispetto fino a collocarsi tra gli archivi sotto la lettera A di “amicizia”.

Il bello dello sport!

Come Holly è stato immaginato determinante per le sorti di ogni sua squadra d’appartenenza, così Maradona lo è diventato da solo, sfruttando al meglio il suo talento naturale, capace da solo di vincere un Mondiale nel lontano 1986 in Messico, quando guidò Valdano, Burruchaga, Pumpido, Ruggeri, Giusti e tutti gli altri alla conquista dell’ambito trofeo, il secondo per l’Argentina dopo quello casalingo del 1978.

Il bello del gioco del calcio!

Il doppiatore di Holly è Fabrizio Vidale, lo stesso che ha prestato la voce anche a Remì e a Marco della serie “dagli Appennini alle Ande” mentre Cristina D’Avena interpreta la sigla della seconda e terza serie insieme, rispettivamente, a Marco Destro e Giorgio Vanni.

Giovani famiglie. Giochiamo a calcio seriamente, ma ricordiamoci che si tratta di un gioco!

Quante volte abbiamo sofferto davanti alla tele per la Nazionale italiana?

La Nazionale richiama sempre l’attenzione degli appassionati, ma anche di chi vive il calcio da lontano, avulso da questa disciplina sportiva perché gli azzurri rappresentano in ogni caso il nostro paese che lotta, che suda, che si sacrifica!

L’Italia ha nella sua bisaccia:

4 Mondiali (1934, 1938, 1982, 2006)

1 Europeo (1968).

All’attivo ci sono anche 2 medaglie olimpiche!

Secondo il mio punto di vista, gli avversari storici dell’Italia sono i tedeschi; con la Germania c’è un’atavica rivalità, permeata di gol, d’emozioni forti corroborate da quegli stati d’ansia che ti levano il fiato. C’è la consapevolezza che contro la Germania, non si può perdere!

Contro il Brasile, forse consci del fatto che sono più forti, credo che quest’ansia non ci sia.

Infatti i carioca, ci hanno lasciato l’intera posta in palio soltanto 5 volte, uscendo vittoriosi dal campo, invece, per ben 8 volte! L’ultima vittoria, spettacolare ed indimenticabile, risale durante il vittorioso mondiale spagnolo del 1982 con tripletta di Pablito Rossi: Italia-Brasile-3-2!

Zico, Falcao, Junior, Socrates e tanti altri campioni, s’inchinarono di fronte la nostra supremazia calcistica.

Da sottolineare anche un bel 3-3 nel 1997 in un incontro amichevole ed un 4-2 per i brasiliani nel 2013 nell’ultima Confederations Cup, proprio in Brasile, dove l’Italia dimostrò però, un grande cuore nonostante il risultato finale. Da cancellare, a mio avviso, la finale del Mondiale americano nel 1994; dopo uno 0-0 protrattosi anche ai tempi supplementari, cedemmo ai rigori!

Ci è andata meglio contro l’altra nazionale sudamericana, l’Argentina: 6 gare vinte all’attivo anche se, gli ultimi due incontri, benché fossero delle amichevoli, ci hanno visto soccombere con il medesimo risultato, 1-2!

Anche contro gli argentini, il Mondiale spagnolo fu generoso con noi e ci donò un, forse, inaspettato 2-1. Maradona e compagni dovettero arrendersi davanti all’armata azzurra, colpiti dai colpi di Cabrini e Tardelli. Inoltre, da evidenziare il fatto che eravamo reduci da un altro vittorioso incontro con la nazionale di Passarella, Bertoni, Ardiles e co. durante il Mondiale del 1978, giocato proprio in Argentina.

Bettega realizzò il gol vittoria. Gli argentini comunque sia, alla fine vinsero la Coppa!

Registriamo al nostro passivo, soltanto 3 sconfitte. Ma, non possiamo dimenticare l’1-1 durante la semifinale di Italia ’90, giocata a Napoli, dove Maradona e co. ci tolsero l’accesso alla finale dopo i calci di rigore, sigh!

Se avessimo avuto Mark Evans in porta o Rudy Kakeru a tirare il rigore decisivo, forse contro il Brasile in finale e contro l’Argentina in semifinale, avremmo di certo vinto noi. Eheheh!

Palla al centro per Rudy:

è uno spokon del 1986, tratto dal manga “Ganbare, Kickers”, letteralmente lottate calciatori nato dalla penna di Noriaki Nagai. Arrivato in Italia nel 1988, l’anime, chiamato shonen (ragazzo, destinato cioè ad un pubblico prettamente maschile), è composto di 26 episodi.

Esiste un legame fittizio con la serie Holly e Benji, sembra infatti che Rudy provenga dalla stessa prima squadra di Benji, la Saint Francis, ma il legame non sembrerebbe essere esistente nella versione originale (vedere Wikipedia: palla al centro per Rudy).

I colori degli episodi richiamano leggermente la serie di Holly e Benji anche se, secondo me, tralasciano quella suspense che respiravo con gli eroi della New Team.

Le ambizioni sono le stesse, disputare il campionato nazionale! La rivale storica è la Number One. Quello che in ogni caso si evince dagli episodi è l’impegno costante ed un accurato rispetto per sé stessi, tuttavia i compagni di squadra di Rudy sono pervasi da un’autentica sottostima nei confronti dei loro mezzi, delle loro capacità.

Anche questo fa parte dello sport: la considerazione che abbiamo di noi stessi gioca un ruolo fondamentale per le nostre prestazioni. Ragazzi, crediamoci sempre!

Ritornando al cartone animato, io penso che non abbia riscosso il successo del suo fratello maggiore, Holly e Benji, però 26 episodi alla fine sono pochi, quindi se voleste curiosare, non impieghereste molto tempo.

Da citare che, la sigla è interpretata da quel mostro sacro di Cristina D’Avena.

Inazuma Eleven:

sportivo e fantascientifico manga ideato da Ten’ya Yabuno. Basato sui videogiochi per Nintendo DS.

L’anime vanta 127 episodi ed è arrivato in Italia nel 2010. Sono state realizzate tre stagioni.

La serie ha anche conquistato un premio, in Giappone, relativo ai manga dedicati ai bambini.

Mark Evans è il portiere nonché capitano della Raimon. È Un ragazzo altruista e mi è sembrato anche abbastanza carismatico. Guidato dagli schemi scritti su di un diario da suo nonno, allenatore della mitica Inazuma Eleven”, Mark coltiva il sogno di partecipare al Football Frontier.

I giocatori in campo usano delle tecniche fantascientifiche, evocando dragoni, guerrieri, colossi, ali gemelle e serpenti a sonagli al momento di tirare in porta.

Non a caso, nella seconda stagione la Raimon dovrà scontrarsi con l’Alius Academy, una misteriosa accademia extraterrestre! Un altro simbolo della squadra è Axel Blaze, il Ravanelli della Raimon! Un bomber dal tiro potente e dal carattere forte.

Nella terza serie si gioca una sorta di Mondiale. Con il nome di “Inazuma Japan”, Mark Evans e compagni supereranno il gruppo asiatico per poi affrontare nella fase finale del Mondiale:

  • I Cavalieri della Regina, squadra dell’Inghilterra
  • L’Impero, squadra dell’Argentina
  • L’Unicorno, squadra degli Stati Uniti d’America
  • la Orfeo, squadra dell’Italia
  • Mentre nell’altro girone troviamo:
  • Matador Scarlatti, nazionale della Spagna
  • Il Regno, nazionale del Brasile
  • i Piccoli Giganti, squadra africana
  • i Grifoni della Rosa, nazionale della Francia
  •  Brigata Brocken, nome della nazionale tedesca.
  • A voi scoprire il vincitore!

Insomma, se avessimo avuto le tecniche di questi ragazzi e cioè, il Colosso gigante, l’Onda inarrestabile o il Tornado di fuoco, secondo me avremmo vinto quelle gare contro il Brasile e l’Argentina; abbiamo sbagliato a giocare all’italiana, dovevamo essere più fantascientifici.

Dovevamo fare i seri, per gioco!

Alla prossima. 🙂

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