Amici, eccomi di nuovo qui; cosa pensavate di fare oggi? Una passeggiata? Uhm, c’è troppo vento fuori! Leggiamo? Potrebbe essere un’idea, ma, mi si chiuderebbero subito gli occhi, forse più tardi. La TV? Dai, puoi fare di meglio! Giochiamo in famiglia? Ecco, adesso sì che hai formulato la domanda giusta! Giochiamo a Big Shot.

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Vediamo come si gioca 🙂

Big Shot è un prodotto ideato da Alex Randolph, distribuito dalla Ravensburger. Made in Germany nel 2001. L’ideatore è stato un genio del mondo ludico. Un designer americano dei giochi da tavolo, nato nel 1922 e morto nel 2004.

Ho avuto la fortuna di giocare a due suoi giochi: Big Shot appunto e “ Inkognito”. Buono il primo, eccellente il secondo!

Dai 10 anni in su, ci si può giocare o in 2 o in 4. Esiste, in ogni caso, anche una variante per 3 giocatori. Non dura molto, approssimativamente intorno ai 40 minuti. In tutto sono 18 turni di gioco. Si tratta di acquisizioni di proprietà! In una città, sembrerebbe americana, degli anni ’20, in pieno boom edilizio, alcuni speculatori cercano di ristrutturare vecchi quartieri del centro, accaparrandosi i lotti più redditizi.

In tutto sono 13 lotti, sui quali è stampato il corrispondente valore espresso in milioni di dollari.

Due di essi però, i parchi, non hanno di per sé un loro valore ma, se un giocatore dovesse acquistare uno o più lotti adiacenti ad essi, il valore di quest’ultimi sarà raddoppiato.La plancia di gioco è simpatica, direi realistica e aggiungerei rassicurante. Con un occhio di riguardo al verde.

Prima d’iniziare si prendono i 72 cubetti colorati e si distribuiscono casualmente nelle 18 caselle che circondano la città. In una casella però, non possono esserci 4 cubetti dello stesso colore.

Ogni partecipante sceglierà uno dei 4 biglietti da visita, contraddistinti da 4 colori diversi ( rosso, nero, bianco e giallo ). I cubetti di colore uguale al biglietto da visita, indicano a chi essi appartengono.

In ogni turno è bandita un’asta per aggiudicarsi i 4 cubetti presenti nella casella dove finisce, la corsa della pedina di riferimento, chiamata “broker”.

Chi vince i cubetti, paga l’offerta alla banca e poi distribuisce i cubetti dove e come vuole nei lotti della città. Si possono chiedere, nell’eventualità, anche dei prestiti alla banca stessa la quale però, per il primo di essi trattiene 1 milione, per il secondo che si chiede 2 milioni e così via.

Terminati i 18 turni e tutti i 72 cubetti distribuiti, si passerà all’assegnazione delle proprietà. Ognuna sarà assegnata a chi avrà la maggioranza dei propri cubetti in essa contenuti.

Alla fine del gioco, vincerà chi avrà il miglior bilancio tra: la somma dei valori delle proprietà acquisite, più il denaro residuo meno i debiti contratti con la banca. Il tabellone, la prima volta che ci ho giocato, mi ha fatto pensare immediatamente al film di Sergio Leone “ C’era una volta in America”! Film del 1984 ambientato “anche” negli anni ’20, in una New York permissiva con i suoi ragazzini, lasciati ad educarsi da soli nell’austera e violenta scuola chiamata strada.

Per quanto riguarda il gioco, tutto chiaro?

Beh! Basta avere un’ottima strategia dalla vostra parte. Sicuramente in questo gioco bisogna avere tanto coraggio; nel cercare di aggiudicarsi le aste e quindi nello spendere milioni di dollari o anche nel cercare di essere parsimoniosi e sperare che tutti gli altri contraggano più debiti possibili.

Per i ragazzi è un modo divertente attraverso il quale capire il valore dei soldi. Saper gestire il conto a disposizione e calcolare bene il momento di spendere o, al contrario, il momento di attendere.

Cari genitori, quindi anche qui si va alla scoperta di qualche traccia di noi stessi e dei nostri figli o parenti. Saremo in grado di fiutare l’affare? Potremo scoprirci abili imprenditori e costruttori, facendo emergere, magari, le nostre, inimmaginabili, capacità manageriali! In questo Lower East Side di New York si fa sul serio ma, pur sempre giocando.

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